Lo sai che certe aberrazioni come l’utero in affitto trovano origine anche in una impropria teologia sulla sessualità?

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Il 18 settembre, il Papa, incontrando alcuni giovani della diocesi di Grenoble-Vienne, ha toccato l’argomento della sessualità affermando che la sessualità in senso cristiano avrebbe due “scopi: amarsi e generare la vita“.

Il fatto che il Papa abbia anteposto l’ “amarsi” al “generare la vita” ha un significato, perché ormai da decenni la catechesi su questo punto è mutata. Nell’ambito dell’amore coniugale, il fine primario non è più la generazione e l’educazione dei figli e poi l’amore, ma il contrario. Più precisamente: il fine primario dell’unione coniugale deve identificarsi con quello unitivo, mentre il secondario con quello procreativo, fermo restando la inscindibilità dei due.

I fatti, però, hanno dimostrato la debolezza di una simile affermazione.

Dire che il fine unitivo è il fine primario, vuol dire ammettere la possibilità che la sessualità (anche se non volontariamente) possa prescindere dalla procreazione. Il che apre logicamente la strada alla possibilità contraria, ovvero che la procreazione possa prescindere dalla sessualità, e cioè alla terribile questione del cosiddetto “utero in affitto” e altre aberrazioni di questo tipo.

Insomma, se diciamo che la sessualità può prescindere dalla procreazione, come facciamo a dire che la procreazione non possa e non debba prescindere dalla sessualità?

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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