Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere santi – Beata Laura Vicuna

Circola tra i giovani, addirittura negli stessi ambienti parrocchiali, il titolo di una canzone di un noto cantante: “Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”. Si tratta di uno slogan che potrebbe essere interpretato in maniera sbagliata, cioè a favore di persone che avrebbero il “coraggio” di peccare come desiderano. Bisogna invece rispondere con un altro slogan: “Credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere santi “. Partendo da questo slogan, un nostro pellegrino, che preferisce firmarsi con “Un cattolico italiano”, ci proporrà periodicamente delle brevi testimonianze di vita di cristiani che hanno vissuto una dimensione non di “dissoluzione”, ma “eroica” di offerta delle proprie sofferenze per Cristo.

Beata laura Vicuna (1891-1904)

di Un cattolico italiano

Mamma, io muoio. L’ho chiesto io stessa a Gesù… Sono quasi due anni che gli ho offerto la mia vita per te, per la tua conversione, perché tu ritorni a Lui. Non mi darai la gioia di vederti pentita, prima di morire?”.

Fu così che Laura Vicuna si rivolse a sua madre, quando a 12 anni era in punto di morte a causa di una malattia offerta tutta per
amore del Signore e per la conversione della cara mamma.

Donna Mercedes, infatti, dopo la morte del marito, per fuggire dalla miseria,  accettò di convivere con un uomo bruto, che non si risparmiò mai di
usare prepotenza verso di lei e le sue due figlie.

Volendole proteggere, Mercedes mandò presto le sue bambine al collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice, luogo in cui si consolidò la vocazione alla santità della piccola Laura.

In collegio, Laura si decise a «donare» letteralmente la vita, con quella logica così stringente che soltanto i bambini a volte posseggono, tanto che solo Dio può capirla.

Piangi, Laura? – le domandò un giorno la Direttrice – Non sei contenta?”. “Oh, sì, son contenta, ma penso alla mamma. Povera mamma!”». S’era accorta da tempo che Donna Mercedes non si accostava più ai sacramenti e prevedeva quando, nel giorno tanto atteso della Prima Comunione, non avrebbe potuto comunicarsi assieme alla sua mamma!

Perciò la piccola Laura, offrendo questo dolore in cambio della sperata conversione, divenne una bambina in ricerca della santità.

Arrivò la malattia che la debilitava giorno dopo giorno. Peggiorava inesorabilmente, ma stupiva tutti per la sua serenità. A chi le faceva domande rispondeva: «Sto un po’ meglio, grazie!» ma la sua giaculatoria preferita era sempre la stessa: «Vergine del Carmelo, portami in cielo!». Sembrava che attendesse il compiersi di una promessa.

Il 22 gennaio ricevette l’Estrema Unzione. Donna Mercedes era inginocchiata accanto al letto della sua bambina ed ebbe solo la forza di dirle: “Ti giuro che farò quello che mi chiedi… Sono pentita, e Dio è testimone della mia promessa”. La manterrà, infatti, resistendo per anni a tutte le pressioni e le persecuzioni del bruto uomo e ricostruendosi col tempo un’esistenza decorosa.

Grazie Gesù, grazie Maria! Ora muoio contenta!” …furono le ultime parole della giovane Laura, riprese con gioia da migliaia di cuori uniti nell’unica Via che conduce alla Pienezza.

Dio è Verità, Bontà e bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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