La Borraccia n.195

L’ACQUA

L’ascensore che deve innalzarmi fino al cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere. Al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più.
(Santa Teresina di Lisieux)

I SORSI

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Cari pellegrini, siamo dinanzi ad un bello spettacolo. Un papà afferra il proprio figlioletto, lo solleva e si diverte a fargli vedere tutto dall’alto e il bimbo ovviamente si diverte più di lui.

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L’acqua di questa borraccia dice che è bello essere tra le braccia di Dio e farsi alzare da Lui; e perché questo avvenga, occorre che anche noi in un certo qual modo ci facciamo piccoli e leggeri.

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Si tratta di un’immagine tipica della grandissima spiritualità “dell’infanzia” di santa Teresina del Bambin Gesù.

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Torniamo ai tre passaggi che abbiamo indicato prima: 1) essere tra le braccia di Dio; 2) farsi sollevare da Lui; 3) rendersi piccoli e leggeri perché tutto questo sia possibile.

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Essere tra le braccia di Dio, ovvero assicurare il proprio vivere. Farsi stringere da Dio significa vivere nella consapevolezza che tutto è sotto controllo, che in Dio tutto riceve significato, che nulla c’è da temere.

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Farsi sollevare da Lui, ovvero capire che con Dio si guadagna il dominio sulle cose. Con Dio infatti tutto viene giustamente relativizzato. Si capisce ciò che conta e ciò che non conta. Ciò che è davvero importante e ciò che invece vale la pena di tralasciare. Insomma, si guarda tutto dall’alto. Senza Dio invece si striscia e si viene seppelliti dal fango.

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Rendersi piccoli e leggeri. Certo, Dio per sollevarci, a differenza di un papà, non ha bisogno della nostra piccolezza e leggerezza fisiche. Ma certamente ha bisogno della nostra piccolezza e leggerezza spirituali. Ovvero del nostro essere pieni di Lui. Più si è pieni di Dio (la Grazia) e più si è piccoli e leggeri, disposti cioè a farsi sollevare a gravitare verso l’alto piuttosto che strisciare sulla terra.

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Torniamo dall’immagine da cui siamo partiti. Dio è un papà pronto a giocare con noi, pronto ad afferrarci e sollevarci. Questo è in realtà il destino che ci ha preparato. E a questo destino dobbiamo corrispondere.

Al Signore Gesù

Signore, ti chiedo di fare di me ciò che vuoi.

Mi basta essere tra le tue braccia… e tutto riuscirò a dominare.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, tra le tante bellezze che hai vissuto nella tua Vita vi è anche quella di aver fatto giocare Gesù ben sapendo che quel Bambino era il Signore dell universo intero: l’Onnipotente.

Quante volte lo hai sollevato, ben sapendo che quel Bambino stava in quel momento sostenendo l’universo intero.

Con te, Madre, tutte queste bellezze possono essere il mio pane quotidiano.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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