La Borraccia n.352

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

352

L’ACQUA

L’amore muore laddove non c’è umiltà.
(Beata Luisa Maria de Montaignac)

I SORSI

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Cari pellegrini, vi raccontiamo un fatto realmente accaduto. Un fatto purtroppo non raro: ce ne sono tanti (troppi!) simili. Un uomo, di bella presenza, abbandonò moglie e figli per andare a vivere con una giovanissima donna. Con questa sperperò il suo patrimonio. Quando le risorse terminarono, la giovane donna l’abbandonò; e questi rimase solo, senza quattrini, dopo aver distrutto la propria famiglia. Di lì a non poco si ammalò gravemente. Chiese alla moglie di ritornare in famiglia e questa (da grande donna!) lo riaccolse e lo curò…

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L’amore e l’umiltà sono costitutivamente uniti.

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Talmente uniti, che la beata Luisa Teresa de Montaignac (1820-1865) afferma che non può esserci amore senza umiltà, perché, se viene meno questa, viene meno anche quello.

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Perché? Perché l’umiltà rende possibile aprirsi all’amore.

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Se ci si dovesse ritenere talmente pieni di sé, non si cercherebbe nulla al di fuori di sé.

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Qui -diciamocelo francamente- vi è una delle tante contraddizioni del nostro tempo. Da una parte si afferma che nulla può esserci al di fuori dell’uomo; dall’altra c’è una ricerca smisurata di cose, azioni, gesti ed imprese che possano in un certo qual modo “riempire” la vita dell’uomo stesso.

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Ma al di là di questa palese contraddizione, la logica esige che chi si sente “pieno” non ricerchi altro e non si apra nemmeno all’altro.

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Ma c’è anche un altro senso da dare all’umiltà. Si tratta dell’umiltà che parte dalla constatazione che l’altro sia un dono. Un dono con cui arricchire la propria vita, perché l’altro può possedere dei talenti che personalmente si possono non possedere.

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Si sa che ognuno di noi è una sorta di “genio” in alcune cose, in altre una “frana”. Questo perché Dio ha distribuito i talenti naturali in maniera diversa, proprio perché vuole che ognuno di noi possa aver bisogno dell’altro.

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Ci sono solo due categorie di persone che si ritengono autosufficienti: i ritardati mentali e i folli. La persona davvero intelligente (cioè che usa correttamente il raziocinio) sa che non può essere soluzione a se stesso.

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E’ per questo che la civiltà cristiana si è sempre modellata sul modello familiare, cioè comunitario. Mentre l’apostasia moderna si è sforzata di sostituire questo modello con un individualismo sempre più estremo.

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Un’apostasia, quella moderna, che raggiunge un estremo ancora più estremo (consentiteci l’espressione infelice), quello di vedere l’altro come “inferno”, secondo la celebre espressione di Sartre (1905-1980).

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D’altronde è così. Se si censura il bisogno, non si attiva l’umiltà. E se non si attiva l’umiltà, non si può avvertire il bisogno dell’altro.

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Ma poi, quando l’altro richiama alla sua necessità, ecco l’ “inferno” di accorgersi del fallimento di essersi illusi di non averne bisogno.

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Cari pellegrini, come è avvenuto nella tristissima storia che vi abbiamo raccontato all’inizio della borraccia. Dopo essersi “ubriacato” di stupido giovanilismo, quell’uomo si è scontrò con la dura realtà, che lo richiamò al vero senso del vivere e dell’appartenere. E così finalmente, nella grazia malattia (che in casi come questi è una grazia!) comprese di chi avesse davvero bisogno il suo esistere.

Al Signore Gesù

Signore, utilizza tutti i mezzi che ritieni più opportuni, ma non permettere che non pratichi l’umiltà che Tu desideri.

Che la verità della mia vita, del mio essere e del mio agire, siano sempre evidenti dinanzi al mio sguardo.

Che mai mi illuda di potercela fare da solo.

Alla Madre Celeste e Regina dello Splendore

Madre, l’universo non conosce creatura più umile di Te.

Ma l’universo non conosce nemmeno creatura più alta di Te.

Giustamente Dante canta di Te: “…umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio” (Paradiso XXXIII).

Accanto alla tua altezza e alla tua umiltà voglio proseguire sui miei sentieri.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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