La Borraccia n.64

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

L’ACQUA

Ogni buon regalo e ogni dono perfetto è dall’alto, scende dal Padre degli astri, presso il quale non esistono variazioni…

(Giacomo 1)

I SORSI

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Cari pellegrini, chissà quante volte vi sarà capitato di ricevere da una persona anziana, una vecchia zia o chi per lei, un regalo per qualche ricorrenza. Il solito portachiavi o il solito portafogli, roba sulla cui qualità sarebbe meglio stendere un velo pietoso. E, dopo aver ricevuto un dono del genere, dover ringraziare a trentadue denti (per chi li ha) ostentando piacere come cortesia esige. D’altronde in questo modo non si cade nell’ipocrisia, perché comunque il piacere non sta nel dono in sé, ma nell’affetto che si riceve e si rinnova da parte di colui che dona.

2

Ma cosa è che non ci permette di realmente gioire per questi doni? Almeno due fattori. Il primo: l’inutilità. Di portachiavi e portafogli ne abbiamo da invadere cantine intere (si fa per dire!). Il secondo elemento: la qualità. Si tratta di cose che con il passar del tempo hanno la resa che hanno.

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Allora, cari pellegrini, riflettiamo su questi due elementi: utilità e qualità. San Giacomo dice “ogni dono perfetto scende dal padre degli astri, presso il quale non esistono variazioni…” Se ci fate caso con queste parole san Giacomo sembra appunto dirci che solamente Dio assicura queste due proprietà: utilità e qualità.

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I doni di Dio assicurano l’utilità. Cioè sono veri doni che servono realmente a cambiare la vita dell’uomo. Dio ci dona la sua stessa vita: la grazia, ovvero ciò che serve per fortificare la natura e perfezionarla. Più utile di così?

5

I doni di Dio ci assicurano la qualità, sono doni di Colui che ha fatto l’universo intero. Che vogliamo di più?

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Ma perché solo Dio può assicurarci l’utilità e la qualità? Ce lo dice stesso san Giacomo: perché Dio è al di sopra degli astri e perché in Lui non esistono variazioni.

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Perché Dio è al di sopra degli astri… cioè Dio è Colui che ha voluto la realtà, ma non si confonde con essa. E così la realtà da sola non ci basta per soddisfarci, abbiamo bisogno del suo Creatore per capire e par far sì che questa (la realtà) davvero ci soddisfi come mezzo e mai come fine, che rimane Dio solo. Il poeta Paul Valery (1871-1945) giustamente scrive: “Dio ha tratto ogni cosa dal nulla, ma il nulla traspare”, cioè ogni cosa in sé non può soddisfare, perché, senza Dio, rimane comunque nulla. Ciò che infatti dà consistenza alla realtà è solo Dio.

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Ma -ci ricorda san Giacomo- in Dio non ci sono variazioni. il filosofo Tommaso Campanella (1568-1639) -la cui filosofia non consigliamo- dice una cosa giusta: “Cosa il mondo non ha che non si muti, né che del suo mutarsi non si doglia.” Ovvero tutta la realtà è all’insegna della mutazione, e questo procura patimento (doglia), perché pone tutto all’insegna della precarietà. Ma in Dio non ci sono variazioni. E questo garantisce la più grande qualità di ciò che Dio dona: la qualità della perennità.

9

Insomma, cari pellegrini, i portachiavi o i portafogli di Dio, sono utili e di qualità. Non solo: sono anche belli, anzi bellissimi… E sapete come si chiamano? Si chiamano Dio stesso! Il primo dono di Dio è infatti Lui stesso!

Al Signore Gesù

Signore, io non desidero altro che Te.

Tu sei il dono vero, l’unico che può riempire di gioia la mia vita.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, la tua vita è stata contrassegnata dal più grande dono: essere Madre di Dio.

Non solo hai beneficiato del Dono, l’hai tu stesso generato.

A chi dunque mi devo rivolgere per ricevere questo Dono? A Te, solo a Te.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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