LA SOSTA – Lettera aperta a papa Francesco su ciò che ha detto a proposito della crisi delle vocazioni e sugli abbandoni nella vita consacrata

 Sua Santità papa Francesco,

Ella, ricevendo i partecipanti alla plenaria della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, è tornato sul tema della crisi delle vocazioni, in particolar modo sugli abbandoni della vita consacrata.

Nel suo discorso ha elencato tre cause e un rimedio.

La prima causa sarebbe nel contesto in cui viviamo, un contesto in cui domina il “provvisorio”, il “frammento”, l’inseguire le mode.

La seconda causa sarebbe in una sorta di “relativismo pratico”, in cui le leggi economiche hanno ormai sostituito quelle morali. Ma anche nel dominio della “logica della mondanità”: si cerca il successo, l’ambizione personale, piuttosto che il donarsi.

La terza causa sarebbe nella contro-testimonianza di molti consacrati.

E poi, Santità, Ella ha indicato il rimedio: un’autentica vita fraterna in comunità.

Indubbiamente dietro ogni fenomeno concorrono più cause e non escludiamo che quelle che Lei, santità, ha elencato possano avere il loro peso.

Riteniamo però che le motivazioni non siano solo e soprattutto queste.

Santità, con il rispetto dovuto, le diciamo che non siamo d’accordo con la sua analisi. Non siamo d’accordo (come purtroppo ci capita spesso negli ultimi tempi), però saremmo non solo ipocriti, ma anche colpevoli di silenzio se non lo dicessimo e non lo scrivessimo.

Santità, Le diciamo che il nostro non essere d’accordo si risolve in una semplice domanda che ci permettiamo di rivolgerLe:

Per quale motivo oggi, con questa pastorale in voga nella Chiesa, un giovane dovrebbe farsi sacerdote?

Essere sacerdote vuol dire prima di tutto dispensare la Grazia e poter celebrare in persona Christi il Santo Sacrificio della Messa. Messa e Grazia, indispensabili per poter andare in Paradiso.

Consacrarsi nella vita religiosa vuol dire donare tutto se stessi e farsi “segno prefigurativo” della vita del Paradiso.

Ma se passa il messaggio che ogni confessione cristiana tutto sommato andrebbe bene, che addirittura fare proselitismo tra cristiani costituirebbe un peccato grave, e allora perché, Santità, un giovane dovrebbe desiderare di essere sacerdote o di consacrarsi?

Lei, santità, sta facendo passare il messaggio che ogni confessione cristiana vale l’altra e che ciò che fece Lutero costituisce una sorta di “grazia”. A Caserta così si rivolse ad una comunità di protestanti della Chiesa Pentecostale della Riconciliazione (28 luglio 2014): “Cosa fa lo Spirito Santo? Ho detto che fa un’altra cosa, che forse si può pensare che sia divisione, ma non lo è. Lo Spirito Santo fa la “diversità” nella Chiesa. La prima Lettera ai Corinzi, capitolo 12. Lui fa la diversità! E davvero questa diversità è tanto ricca, tanto bella. Ma poi, lo stesso Spirito Santo fa l’unità, e così la Chiesa è una nella diversità. E, per usare una parola bella di un evangelico che io amo tanto, una “diversità riconciliata” dallo Spirito Santo. Lui fa entrambe le cose: fa la diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi. Per questo i primi teologi della Chiesa, i primi padri – parlo del secolo III o IV – dicevano: “Lo Spirito Santo, Lui è l’armonia”, perché Lui fa questa unità armonica nella diversità. Parole come queste, ascoltate da un protestante, non inducono certo alla conversione.

Santità, in un’intervista. rilasciata a Stefania Falasca e pubblicata su Avvenire del 17 novembre 2016, ha detto che il proselitismo nei confronti di altri cristiani sarebbe addirittura un peccato grave. Ecco le sue testuali parole: “Il proselitismo tra cristiani è in se stesso un peccato grave.”

Santità, se è vero che ognuno di noi è un “servo inutile” (Luca 17), è pur vero che non può essere inutile per la realizzazione del Regno di Dio la vocazione a cui il Signore chiama. Ma se ogni strada è buona, allora perché accettare rinunce oggettivamente maggiori, quali sono quelle della vita sacerdotale e soprattutto della vita religiosa?

Lei, santo Padre, nella sua analisi ha scorto cause ad extra, e per quanto riguarda quelle ad intra ha annoverato il cattivo esempio di molti. E’ vero, c’è anche quello. Ma c’è soprattutto la perdita di una persuasività dell’annuncio cristiano. E questa perdita è dovuta soprattutto ad un appiattimento sul mondo, ad un perdita di sapore, ad un rincorrere le mode.

La vita eterna è dimenticata. La vita di Grazia è dimenticata. La ricerca della santità è dimenticata.

Tutto sembra ruotare su un buonismo e su un misericordismo pastoralista che spinge verso la mediocrità, anzi che sembra innalzare la mediocrità ad obiettivo.

Tutto ci sta facendo dimenticare la Croce di Cristo.

Santo Padre, una delle sue prime frasi fu: “Senza Cristo, la Chiesa si trasforma in una sorta di ONG”. Lo disse il 14 marzo 2013 ai cardinali in una celebrazione nella Cappella Sistina.

E’ vero, Santità. Ci permettiamo, però, di dirle con dolore che la sua pastorale sta ulteriormente riducendo la Chiesa ad un’ente morale. “Ulteriormente” perché il processo è di diversi decenni.

Non meravigliamoci, dunque, che i giovani si sentano poco attratti.

Santità, se ci trasformiamo in coloro che vogliono copiare gli operatori del mondo, i giovani non si sceglieranno mai le copie, ma gli originali.

Invocando la Sua Apostolica Benedizione, Le confermiamo la nostra sottomissione

Il Cammino dei Tre Sentieri

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20 Comments on "LA SOSTA – Lettera aperta a papa Francesco su ciò che ha detto a proposito della crisi delle vocazioni e sugli abbandoni nella vita consacrata"

  1. Padre Evermod, premonstratense | 29 gennaio 2017 at 6:53 | Rispondi

    Sono d´acordo con queste parole. La crisi delle vocazioni vedo anche nella crisi di autorita che ha paura dire la verita per raggione di non essere “cativa”, “fondamentale” e “radicale”…

  2. Grazie a tutti voi, per la lucidità e la chiarezza di pensiero e di espressione. Che Gesù aumenti la nostra fede, e le onde del Male non ci sovrastano. Pace a voi, buona Domenica.

  3. Troppo tenera e deferente nei confronti di un apostata che sta mettendo se stesso al di sopra di Dio, che si permette di bestemmiarlo dall’alto della sua carica usurpata, di insegnare ben alto rispetto le Sacre Scritture (si veda ad es. Adulterii Laetitia) e perseguita chi resta fedele a Gesú…

    • Riteniamo che quando un padre sbaglia, rimane padre. Nostro Signore Gesù Cristo ci obbliga alla correzione fraterna, non certo all’offesa. Riteniamo inoltre che il mondo legato al rispetto della Tradizione spesso bordeggi verso due estremi: il mutismo (che è moralmente colpevole) e il pancismo (il parlare con la pancia, che è ugualmente colpevole, nonché inefficace). Noi scegliamo la strada intermedia. Se ne avessimo la possibilità, diremmo anche al Santo Padre che, affermando certe cose, rischia la salvezza della sua anima; ma sempre nel rispetto del ruolo che riveste.
      Dio è Verità, Bontà e Bellezza
      Il Cammino dei Tre Sentieri

    • olivieri Luigi | 29 gennaio 2017 at 19:16 | Rispondi

      leggo nel S. Evangelo: avevo fame,avevo sete,…ero malato. .ero carcerato…mi hai assistito…entra nel gaudio del tuo Signore….leggo nella I di Giovanni: sappiamo che siamo passati da morte a vita perché amiamo i fratelli, chi ama è nato da Dio e vive in Dio, chi non ama è morto, chi odia il fratello è omicida..grazie Papa Francesco per l’esempio di santità che ci offrì ogni giorno, grazie perché ci invitò, ci stimoli ad una vita di imitatori di Cristo..
      e Tu lo sei..lo Spirito che conosce ogni cosa ti da ogni giorno forza e coraggio..grazie ancora..
      siamo con Te, con Gesù e con Maria. Buona Domenica

  4. Ma a cosa deve convertirsi un protestante? Alla Chiesa Cattolica Romana? Di colpo siamo tornati indietro di almeno 50 anni nel cammino dell’Unità dei cristiani. Siamo tornati all’Unionismo,cioè alla convinzione che l’Unità sia possibile solo se tutti tornano nella Santa Chiesa cattolica, rinunciando alle diversità. Sono profondamente convinto che la vita consacrata, e io sono un religioso, debba essere prefigurazione del Regno. Nelle relazioni, nel donarsi totalmente agli altri per amore del Signore, nell’incontro e nel rispetto delle diversità. Invidio, si fa per dire, chi parla di Paradiso e sa chi merita di entrarvi: io non ho niente da insegnare al Buon Dio, né tanto meno al Santo Padre…cerco di essere un buon frate e sacerdote, spesso senza riuscirci.Spero e credo nella Misericordia di Dio, per me è per i miei fratelli. Buona domenica

    • Caro Padre,
      qui non si tratta di ritornare a chissà che cosa. Si tratta di confermare la Verità di sempre… a meno che non si creda che cinquant’anni fa sia nata un’altra Chiesa. Se la Chiesa Cattolica non è la Chiesa di Cristo, allora è un optional, per cui non ci meravigliamo se siamo ridotti come siamo ridotti. Ciò ovviamente non significa che un protestante in buona fede e in una situazione di ignoranza invincibile non possa salvarsi. Ma in tal caso, si salva non perché è protestante, malgrado lo sia.
      Dio è Verità, Bontà e Bellezza
      Il Cammino dei Tre Sentieri

  5. Da valdese (dunque protestante evangelico) mi permetto di intervenire dicendo che è buona cosa la comprensione tra cristiani pur se di diversa confessione. Ma comprensione implica comprendeee le diversità, non ignorarle. La grande differenza fra protestanti e cattolici è che i secondi come fonte della rivelazione divina hanno non solo la Scrittura ma anche la Tradizione. A ciò si aggiunge una diversa interpretazione della Scrittura su alcuni punti. Ebbene: il pericolo è che in nome della “misericordia” non si prenda più sul serio NÉ la Scrittura NÉ la Tradizione. Il risultato non è avere cristiani che capiscono di più, ma persone che capiscono meno e sono meno cristiane, o non lo sono più. Come si fa a dire di credere in Gesù Cristo se si fa strame della Scrittura, che è (per i cattolici insieme alla Tradizione) l’unica fonte da cui sappiamo cosa disse, cosa fece e cosa è Gesù? Qualcuno tira fuori lo Spirito Santo per far dire alla Scrittura ciò che lui ha in mente. Ma lo Spirito Santo serve a capire la Scrittura, NON a confutarla.

    • Egregio Senatore,
      prima di tutto, le diciamo che ci sentiamo onorati del suo intervento, avendo più volte apprezzato le sue battaglie in favore della famiglia naturale.
      Detto questo, siamo anche d’accordo con ciò che ha scritto. La questione però verte sul riconoscimento da parte dei cattolici della loro identità. Il Santo Padre è addolorato della crisi vocazionale, ma la sua pastorale tende a sminuire le differenze. E’ ovvio che un tale disorientamento non possa fare da “coagulo” per la scoperta di una vocazione. La differenza che c’è tra Cattolici e Protestanti (non facciamo riferimento a tutte le differenze possibili), che vanno riconosciute e mai dimenticate, e che nello stesso tempo non possano e non debbono impedire ai Cattolici di desiderare la conversione dei Protestanti, non impediscono tutto il bene che si può fare insieme per la difesa dei valori naturali.
      Dio è Verità, Bontà e Bellezza
      Il Cammino dei Tre Sentieri

  6. Invece un protestante convinto di salvarsi perché vive coerentemente la sua fede, brucerà all’inferno per l’eternità? Cinquant’anni fa non è nata un’altra Chiesa, la Chiesa è sempre la stessa, quella voluta da Cristo, ma è in cammino perché grazie a Dio guidata dallo Spirito Santo che suscita ciò che vuole. E sempre grazie a Dio a suscitato il nostro Papa Francesco, come prima Papa Benedetto, ecc

    • Caro Padre,
      non dovremmo esserle noi a dirle che un conto è affermare che la Chiesa è nella storia, altro che la Chiesa s’identifica con la storia. Il concetto di Chiesa come “popolo in cammino” può essere suscettibile di due interpretazioni. Quella corretta, secondo cui la Chiesa è una comunità pellegrinante verso la Patria eterna; quella invece scorretta secondo cui la verità della Chiesa è il divenire della storia. Pensi che questa seconda convinzione, che ancora non aveva trovato “sfogo” nella definizione di cui sopra, è stata condannata ufficialmente da san Pio X come eresia modernista. Se relativizziamo storicamente l’insegnamento dei Papi precedenti, perché allora non si può fare anche per quello attuale? Piuttosto la verità cattolica sta nel concepire bene cosa debba intendersi per maturazione del dogma. Ci possono essere degli approfondimenti della verità, senz’altro; ma non delle palesi contraddizioni. Di una giacca posso dire che è nera, poi aggiungere che ha i bottoni grigi; ma non posso dire che prima è una giacca e poi non lo è.
      La ringraziamo per la sua attenzione e le auguriamo anche noi una Santa Domenica.

      Dio è Verità, Bontà e Bellezza
      Il Cammino dei Tre Sentieri

  7. Siate il sale della terra… Cosa significa?
    Io Regno dei cieli si può paragonare al lievito… Cosa significa?
    Quale pietanza con il 100% di sale o lievito potrebbe essere consumata? Carissimi, certamente non si può nemmeno pensare di mancare di Rispetto verso l’Eucarestia! E concordo ad es. sul fatto che non debba essere presa in mano! Attenzione che non sia in gesto di religiosità e non di Fede. E questa è un’ottima motivazione al calo delle vocazioni.

  8. Ben vengano
    lettere aperte come quella da voi promossa. ruttavia in riferimento all’invito da voi fatto circa la correzione che si deve ad un padre quando questi è in errore, senza debordare fino alle offese è una cosa vera e condivisibile. Tuttavia stanno accadendo dei fatti di cui il santo padre regnante si sta rendendo protagonista che dimostrano che forse il semplice richiamo ad un padre che sbaglia siano insufficienti: la non risposta ai dubia (mossa da cardinali competenti che hanno sentito il dovere di chiedere chiarimenti su quanto un padre insegna ai suoi figli); il caso dell’Ordine di Malta ( che dimostra una totale incompetenza e noncuranza del valore del diritto ); la rimozione di ecclesiastici, non gradita, da importanti dicasteri come quello della congregazione per la dottrina della fede. solo per citare le cose più recenti

  9. Sarà meglio che di tre sentieri ne prendiate uno: la sequela al Santo Padre, grazie alla cui opera speranza e gioia sono ritornate in tante persone.
    Cristo ha fondato la Chiesa su Pietro, dovreste saperlo.

  10. Verginia Bernini | 29 gennaio 2017 at 22:51 | Rispondi

    Lettera bellissima e del tutto condivisibile!
    Grazie!

  11. Io ho studiato poco so poco di Dio. Ma di questo ne sono sicuro: dove c’e’ Pietro c’e’ Chiesa, dove non c’e’ Pietro non c’e’ Chiesa. Ste

  12. Molto bella la lettera di admin, a anche altre, particolarmente di Lucio Malan, persona sempre garbata, e prendo l’occasione per dire che da tanti anni sono “vittima” di una ossessione: per me uno dei peccati più gravi DELLA CHIESA e anche nostri sono i
    peccati di OMISSIONE!
    Nessuno corregge più nessuno!!! Ma Cristo è stato chiarissimo:
    “Se tuo fratello sbaglia… e se non ascolta nessuno trattalo da pagano e da pubblicano.” “Oppure: va e non peccare più.”
    Io la correzione la ritengo basilare nella mia vita privata e la ritengo INDISPENSABILE da parte della Chiesa!
    E la Chiesa non usa più neanche la parola PECCATO!!

  13. Andrea M. Migliorini | 30 gennaio 2017 at 14:16 | Rispondi

    Pienamente d’accordo con l’articolo. Permetta un “passo avanti”. Non è soltanto perché “un giovane dovrebbe desiderare di essere sacerdote o di consacrarsi”, ma anche perché Dio che è l’unico autentico artefice delle vocazioni dovrebbe chiamare al sacerdozio o alla vita consacrata qualcuno, visto che quei traguardi (actio in persona Christi, santità, zelo della salvezza delle anime) sono messi in secondo piano, e dunque un Vescovo vuole dei “braccianti” dei sacramenti che coprano le parrocchie “sfitte” o i religiosi vogliono “nuove assunzioni” che tengano su bene o male, opere ormai vacillanti?

  14. Fra Domenico scrive: “Invece un protestante convinto di salvarsi perché vive coerentemente la sua fede, brucerà all’inferno per l’eternità?”
    Caro padre, si rilegga bene la Dominus Iesus. Se non ha abbastanza tempo c’è sempre il post precedente che dice: “Ciò ovviamente non significa che un protestante in buona fede e in una situazione di ignoranza invincibile non possa salvarsi. Ma in tal caso, si salva non perché è protestante, malgrado lo sia”, che è un’ottima sintesi.
    Pace e bene

  15. OffrireOsacrificareLaVitaPerDioNonC’eUnDesiderioDelPapa, ma c’e la volontaDiDio. Non îl papa produce le vocazione e nessunAltroUomo. Îl compitoDelPapaEdiTuttiIcristiani e di pregareIlDioPadrePerMandareLavoratorii (nuoveVocazioni) nelMondo. (Cfr.NonConoscoEsatamenteIlVersetoDalVangeloSecondoMatteo). Mi sumbra Che piu parliamoChePreghiamoPerVocazioni. DonStefano

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