Guardando …una lampadina

La posizione dello sguardo, il privilegio dell’osservazione, il partire dal vedere e dal constatare è non solo la posizione più ragionevole, ma anche quella più intelligente. La parola “intelligenza” viene dal latino “intus-legit” che significa “leggere dentro”. L’intelligenza, pertanto, implica non una conoscenza superficiale ma una conoscenza dentro la realtà. Appunto: la realtà! L’intelligenza ha bisogno della realtà, non ne può fare a meno. Se la realtà non esistesse, non ci sarebbe modo di poter esercitare l’intelligenza, non ci sarebbe modo di essere intelligenti.

Produrre e conservare. Alimentare e custodire.

Due verbi che, se separati, negano se stessi.

Infatti, se si produce qualcosa e non la si vuole conservare, vuol dire che quella cosa che si è prodotta non merita.

Oppure, se si cerca di conservare ciò che si è prodotto e non ci si riesce, vuol dire che non si è capaci di custodire.

Ciò che colpisce di una lampadina sono due elementi.

Il primo è la sua capacità di produrre luce.

Il secondo, la sua capacità di custodire la luce in una ampolla di vetro.

Perché quel custodire? Perché altrimenti potrebbe essere pericoloso venirne a contatto.

Di luce ce n’è sempre bisogno.

Ma la luce può svanire, perdersi, indebolirsi.

E’ allora che essa va conservata, mai rovinata.

Una banale lampadina ci fa capire che toccare la luce non si può, ma viverla e goderla sì.

Toccare la luce può essere molto pericoloso. Ma farsi illuminare dalla luce non solo non è pericoloso: è necessario.

Ecco perché la luce va prodotta e custodita.

Prodotta per diffondere il Vero.

Custodirla per non far trionfare il buio della Menzogna.

Proprio come fa una lampadina.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


Vuoi aiutarci a far conoscere quanto è bella la Verità Cattolica?

CONDIVIDI

Be the first to comment on "Guardando …una lampadina"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*