Il Catechismo di San Pio X commentato per voi (n.131)

Rubrica a cura di Pierfrancesco Nardini


Domanda: È grave danno essere fuori della Chiesa?

Risposta: Essere fuori della Chiesa è danno gravissimo, perché fuori non si hanno i mezzi stabiliti, né la guida sicura alla vita eterna, la quale per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria.


La prima cosa da notare in questa risposta di San Pio X è l’ultima da lui scritta, ossia che la salvezza “per l’uomo è l’unica cosa veramente necessaria”.

Ai nostri giorni, purtroppo, questa è una verità sempre meno ricordata, e creduta, da molti e così si vive la vita terrena come se quella eterna non fosse una priorità.

Questa rimane, però, la cosa principale: alla fine della nostra vita terrena, fede o non fede, vivremo per l’eternità e dove vivremo non sarà una differenza da poco.

Per questo anche essere o meno dentro la Chiesa cattolica non è cosa indifferente.

Nostro Signore Gesù Cristo ha insegnato che Lui è l’unica via di salvezza (Gv 14, 6) e che per stare con Lui si deve credere e seguire la Legge divina (Gv 14, 15). Ha dato alla Chiesa il compito di insegnarla per portare tutti alla salvezza (Mt 28, 19.-20).

Essere nella Chiesa dunque è importantissimo ed è di conseguenza danno gravissimo esserne fuori: “non si hanno i mezzi stabiliti, né la guida sicura alla vita eterna”.

Per poter aver e mantenere la fede nelle verità rivelate e osservare sempre la legge divina, è indispensabile accedere ai mezzi di grazia, che solo la Chiesa cattolica è in grado di dare ai fedeli, in quanto unica vera Chiesa di Cristo, che a lei ha lasciato i sacramenti.

Senza questi mezzi di grazia, solo con le nostre forze, non riusciremmo a mantenerci saldi e a non cadere nelle tentazioni in ogni occasione e per tutta la vita.

Questo è confermato dai santi, che sono i primi esempi della necessità dei mezzi di grazia. Non se ne trova uno che non abbia costantemente e insistentemente invitato ad accostarsi ai sacramenti.

Come spiegato nei numeri precedenti, chi è fuori dalla Chiesa per sua colpa non può dunque partecipare alla vita di grazia, non può sfruttare gli strumenti che danno la forza di rimanere in stato di grazia. Non gode nemmeno dei “vantaggi” della comunione dei santi.

“È abbandonato a se stesso e alle sua passioni e ben presto sarà travolto e sommerso nella marea del peccato, della corruzione e dell’incredulità” (Dragone).

Sant’Agostino scriveva: “dello Spirito di Cristo vive solo il corpo di Cristo … Vuoi dunque vivere dello Spirito di Cristo? Sii nel corpo di Cristo!” (In Ioan. 26, 13) e anche “lo Spirito non vivifica un membro separato” (Sermo 267, 4, 4).

L’apparente durezza di queste nozioni è necessaria per mantenere viva l’attenzione dei fedeli, per aiutare a non distaccarsi mai dalla Chiesa col peccato e a rimanere vicini a Cristo e quindi a salvare la propria anima.

Concludiamo con il Dragone che dice: “(…) ringraziamo ogni giorno il Redentore e la divina Madre per averci fatti nascere nella Chiesa cattolica romana e per averci custoditi in essa”. E noi aggiungiamo: combattiamo ogni giorno la battaglia contro il maligno che ci vorrebbe fuori la Chiesa per non farci guadagnare la beatitudine eterna.

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