1.Con l’Illuminismo viene fuori un nuovo concetto di uomo. Un uomo che può iniziare ad essere tutto, ma anche nulla. Discorso questo che sarà ancora più attuato dall’esistenzialismo novecentesco.
2.Chiediamoci: perché l’Illuminismo iniziò a dissolvere l’uomo? Per un motivo molto semplice: perché l’Illuminismo demolisce il concetto di natura, intesa come sostanza data e metafisicamente fondata. Leggiamo cosa scrive Bernard Groethuysen nel suo Filosofia della Rivoluzione francese (Milano 1967, p.1219: Tutto è in movimento, tutto è perpetuo fluire. Le forme che gli oggetti assumono in natura non sono mai definitive. Scrive Diderot: “Tutti gli esseri circolano gli uni negli altri, di conseguenza tutte le specie… Ogni animale è più o meno uomo; ogni minerale è più o meno pianta, ogni pianta è più o meno animale. Non v’è niente di preciso in natura… Ogni cosa è più o meno una cosa qualunque, più o meno terra, più o meno acqua, più o meno aria, più o meno fuoco, più o meno appartenente all’uno o all’altro regno della natura.” Non possono darsi in questo mondo, individui definiti una volta per tutte. Che cosa è un essere? La somma di un certo numero di tendenze. Che cos’è la vita? Una serie di azioni e reazioni. Vivente, io reagisco e agisco in massa, morto, agisco e reagisco in molecole. Non muoio nel vero senso della parola, non muoio più di ogni altra cosa. Nascere, vivere e passare è mutare di forma. Non conta la forma che si riveste. Ognuna ha il bene o il male che gli è proprio. Tutto muta, tutto passa, solo il tutto dura, il mondo comincia e finisce incessantemente; in ogni istante è insieme all’inizio e alla fine.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

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