2 luglio 1897: Marconi brevetta la Radio… ma ebbe bisogno di Dio

Il 2 luglio del 1897, l’italiano Giglielmo Marconi (1874-1936) brevettò a Londra la radio. Strumento che in un certo qual modo cambiò le abitudini degli uomini.

Far sentire la voce a distanze enormi, farla di fatto volare, renderla ascoltabile senza un filo, solo attraverso l’etere: una possibilità che fino a qualche anno prima sarebbe stata inimmaginabile.

Ebbene, colui che inventò tutto questo confidò di aver bisogno di Dio. Ma non solo per il suo lavoro, per tutto. C’è una sua celebre frase che dice: “Nelle avversità della vita, Dio è stato il mio unico sollievo.”

Interessante: Dio come unico sollievo.

Unico, perché è così: non ce ne sono altri. Nessuno, infatti, può davvero sollevare se anch’egli ha bisogno di essere sollevato.

Marconi riuscì a “sollevare” la voce. Fece sì che questa arrivasse a miglia e migliaia di chilometri di distanza. Ma non poteva sollevare se stesso.

Perché la sua voce, che pur fu ascoltabile a migliaia di chilometri di distanza, dicesse qualcosa di vero, aveva bisogno di farsi sollevare da Dio.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

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