Il 20 febbraio 1808 Andreas Hofer, patriota tirolese, viene fucilato dai francesi

Andreas Hofer era un semplice oste. Viveva in Val Passiria, dove nacque nel 1767.

Oltre l’attività di oste, faceva anche il commerciante di cavalli. Per molti anni la sua vita fu ordinaria.

Ma poi il Tirolo, in seguito alla Pace di Presburgo del 1805, fu ceduto alla Baviera, ch’era filonapoleonica.

Incombevano riforme illuministe e anticlericali. Cose che Hofer, uomo di grande fede, non poteva accettare.

Si decise, pertanto, di mettere in pratica l’invito alla ribellione che era stato lanciato dall’Arciduca Giovanni, fratello dell’Imperatore.

Con l’aiuto del cappuccino padre Joachim Hespinger, Hofer riuscì a formare un nutrito esercito di volontari. Conseguì numerose vittorie. Sul Monte Isel riuscì a cacciare le truppe franco-bavaresi dalle Alpi Orientali.

Il giorno dell’Assunta, Hofer entrò trionfalmente ad Innsbruck come capo di un governo provvisorio. Fu allora che pronunciò queste parole: “Tutti quelli che vogliono essere miei compagni d’arme, devono combattere da valorosi, onesti e bravi Tirolesi per Dio, l’imperatore e la patria”.

Ma la Pace di Vienna decretò lo scioglimento del governo di Hofer. Il Tirolo fu riassegnato alla Baviera in cambio del Salisburghese.

Hofer cercò di opporsi, ma fu sconfitto ed inutile fu il tentativo di riorganizzare un esercito.

Fu costretto a rifugiarsi in alta montagna.

Venne tradito da uno dei suoi contadini per 1500 fiorini. Arrestato, fu mandato a Mantova e qui fucilato, nonostante i tentativi d’intercessione dell’Imperatore e di Metternich presso Napoleone.

È giustamente considerato l’eroe nazionale tirolese.

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