La Borraccia per il 26 dicembre

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

(278)

L’ACQUA

Il Padre ci ha mandato il Figlio suo, (…). Il buon regalo, che nulla supera; il dono perfetto, al quale non si può aggiungere nulla.
(Sant’Antonio di Padova – Discorsi)

I SORSI

1

Cari pellegrini, chissà quante volte siamo stati colpiti da una bella sorpresa. Non ci aspettavamo nulla di particolare, il tempo passava tranquillamente e ordinariamente, poi, ad un certo momento, è avvenuto qualcosa di straordinario (nel senso letterale di “fuori dell’ordinario”) che ha mosso ed esaltato il nostro vivere.

2

Può essere stata una bella notizia, un incontro con una persona cara che non ci aspettavamo, uno spettacolo della natura che ci si è parato improvvisamente dinanzi; ma questa novità si è introdotta “sorprendentemente” nel nostro esistere.

3

Facciamo un’ulteriore riflessione e pensiamo all’emozione della sorpresa che può toccare i bambini. Il loro sguardo si riempe di meraviglia e perché? Perché, a differenza del modo di sorprendersi dell’adulto, quello dei bambini ha qualcosa in più.

4

L’adulto, quando si sorprende e per quanto sia preso dall’inaspettato, innesta subito un ragionamento che in un certo qual modo lo frena ad emozionarsi e lo riconduce all’ordinarietà. Prima di tutto sa che quel suo sorprendersi sarà momentaneo; e poi sa che l’oggetto di quella sorpresa, per quanto straordinario, non può essere il massimo.

5

Il bambino no: si sorprende e basta. Sgrana gli occhi, li riempie di meraviglia e non “contamina” quello stupore con un ragionamento complicato. Se ne riempie e basta. Non c’è posto per altro. Ne è tutto coinvolto; e pensa che l’oggetto di quella sorpresa sia il massimo che poteva incontrare, vedere, toccare e sentire.

6

Con l’acqua di questa borraccia, sant’Antonio di Padova (1195-1231) ci dice che il dono di Cristo che il Padre ci ha fatto è il massimo. E’ un dono talmente perfetto che ad esso nulla può essere aggiunto.

7

Ora -diciamocelo francamente- se ci ragioniamo sembra che questa verità sia facile da accettare. Cristo è il Dio fattosi uomo, che conserva pienamente la sua divinità. Dio è l’Assoluto, dunque Cristo è l’Assoluto. E Cristo ci è stato donato. Tutto logico, tutto consequenziale.

8

Ma il problema dove sta? Sta nel fatto che non sappiamo stupirci di questo. I Santi ci insegnano, invece, che ogni qual volta si medita su questa verità, ci si dovrebbe talmente sorprendere della sua bellezza che ogni altra cosa dovrebbe passare in secondo piano.

9

L’Incarnazione è Dio che si fa uomo per me.

10

L’Incarnazione è Dio che si fa uomo per portarmi in Paradiso.

11

L’Incarnazione è Dio che si fa uomo per aiutarmi a portare la croce.

12

L’Incarnazione è Dio che si fa uomo per indicarmi la via.

13

l’Incarnazione è Dio che si fa uomo per insegnarmi a vivere.

Al Signore Gesù

Signore, nella preghiera di questa borraccia, mi limito a dirti:

Grazie del Dono quale Tu sei!

Alla Regina dello Splendore

Madre, Tu sei il meraviglioso scrigno dentro il quale c’è il dono meraviglioso del tuo Divin Figlio.

Tu sei colei che ha beneficiato di uno stato di stupore continuo: per i nove mesi che hai portato nel grembo Il Signore dell’universo, per gli anni che Gesù ha trascorso su questa terra e anche per l’eternità intera, perché nessuna creatura è vicina a Dio quanto Te.

Basterebbe guardare i tuoi occhi, Madre, per capire quanto essi siano pieni della più grande meraviglia: sono gli occhi del Paradiso!

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri


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