La Borraccia n.47

Tra gli strumenti di un cammino vi è la borraccia con cui portarsi dietro dell’acqua per idratarsi ogni tanto. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Borraccia” è la meditazione, che si sorseggia ogni tanto. I vari punti sono i “sorsi” della meditazione.

47

L’Acqua

“Non servirò più ad un signore che può morire”

(San Francesco Borgia)

1

Cari pellegrini, immaginiamo di essere in un’importante pinacoteca, una di quelle dove ci sono quadri bellissimi, quadri come si dipingevano un tempo, non quegli scarabocchi  che si fanno adesso che pretenderebbero di essere ammirati e chiamati “opere d’arte”. Immaginiamo per esempio un Caravaggio, un Guercino, un Rembrandt… Ebbene, per ammirare questo tipo di quadri bisogna mettersi a debita distanza, né troppo lontani né troppo vicini. Ripetiamo: né troppo lontani né troppo vicini. Diciamo una sciocchezza, ma è per farci capire: immaginiamo di metterci vicini-vicini, addirittura con le sopracciglia che sfiorano la tela, vedremmo qualcosa? Assolutamente no. Eppure il quadro c’è, ma -appunto- non vedremmo il resto di nulla!

2

Dunque, cari pellegrini, per ammirare un quadro occorre mettersi alla dovuta distanza, né troppo lontani né troppo vicini. E così è per la vita. Credete forse che la vita si possa spiegare con la vita? Viviamo, mangiamo, camminiamo, lavoriamo, possiamo trovare in queste cose il senso della vita? Solo un folle potrebbe rispondere di sì.

3

Perché la vita non può spiegarsi con la vita? Perché la vita anela ad un senso che è al di là di se stessa. Quando, infatti, ci imbattiamo nel dolore, nella malattia, nella perdita dei nostri cari e quindi nella morte, può la vita costituire una risposta a questi problemi?

4

il poeta Evetusenko (1932-2017) in una sua celebre poesia, “In stracarichi tranvai” scrive: In stracarichi tranvai accalcandoci insieme, dimenandoci insieme, insieme barcolliamo. Uguali ci rende una uguale stanchezza. Il poeta russo descrive bene una situazione ordinaria che non può costituire risposta al mistero della vita, anzi ne enfatizza la precarietà. Ogni mattina, si è tanti nel tram, eppure si è soli e si barcolla in una cosmica solitudine e in una paralizzante stanchezza.

5

Ed ecco perché San Francesco Borgia (1510-1572), che aveva conosciuto i fasti della corte spagnola, che era riverito, che aveva vissuto le gioie della vita familiare, scrive di aver deciso di non servire più “chi può morire“.

6

Egli, dopo esser rimasto vedovo, decise di abbandonare i fasti della Corte e si ritirò a vita religiosa mettendosi a servire Colui che non può morire!

7

San Francesco Borgia aveva capito che per vivere occorreva non la vita di tutti i giorni, né tanto meno la vita bella, comoda e del Potere, bensì quella vita che sa andare oltre se stessa per mendicare un significato… anzi: il Significato!

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Occorre una vita che si possa guardare dall’alto, dalla giusta distanza. Come quando si deve ammirare un quadro di autore: né troppo lontano né troppo vicino.

9

…E la giusta distanza è lo sguardo di Dio!

Al Signore Gesu’

Signore, Tu sei Colui che non può morire.

Cosa sarebbe la mia vita, se Tu non ci fossi?

Ecco perché ti dico che Tu sei la mia unica ricchezza.

E ti dico anche che a tutto potrei rinunciare, ma non a Te.

Alla Madre Celeste e dello Splendore

Madre, io so che se rimango stretto a Te, mai potrò farmi ingannare dal mondo.

Con Te vicino l’evidenza e l’insostituibile sostanza della Presenza di Gesù saranno sempre per me il cuore del mio esistere.

Madre, accompagnami nel cammino di questo giorno.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri 

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