Il Rito Tradizionale della Messa fa cadere nel formalismo? No. E’ proprio quello Nuovo a farlo. Vi spieghiamo il perché

Chi è in contatto con i ragazzi spesso avrà ascoltato obiezioni come queste: Perché la Messa è una ripetizione meccanica di formule? Perché bisogna dire sempre le stesse cose? Perché si deve cadere in un ritualismo che porta ad una sorta di inaridimento, piuttosto che sentire interiormente ciò che si deve fare?

Insomma, si rivendica spontaneità e adesione interiore, piuttosto che uniformarsi a qualcosa.

E’ ovvio che si tratta di obiezioni improprie. La risposta giusta da dare è che il rito è legittimamente ripetitivo (deve esserlo!) perché la Messa è riattualizzazione di un Avvenimento: il Sacrificio del Calvario. Così come è altrettanto vero che bisogna che ci sia un’actuosa partecipatio (partecipazione attiva) che preveda anche, ma non solo, il rispondere vocalmente.

L’importante è trovare un equilibrio tra la dimensione formale e quella interiore. Tra la partecipazione vocale e quella interiore e contemplativa.

Ebbene, anche in questo la Messa del Rito Romano Antico è più rispondente al vero. Essa infatti richiede sì di rispondere, ma con molta parsimonia e delicatezza; piuttosto invita il fedele soprattutto a contemplare e a pregare intimamente.

Nel Nuovo Rito c’è invece quasi una prospettiva “ansiogena”: bisogna necessariamente rispondere. Gli spazi di silenzio sono ridotti al massimo, per non dire totalmente spariti.

Insomma, a differenza di ciò che si dice, a spingere al formalismo è il Nuovo Rito, non quello Tradizionale.

Ed anche per questo la Messa Tradizionale è più giovanile… anzi è eternamente giovane!

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

Share on:

Be the first to comment on "Il Rito Tradizionale della Messa fa cadere nel formalismo? No. E’ proprio quello Nuovo a farlo. Vi spieghiamo il perché"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*