Nasce il Conte-bis. Ennesima operazione di palazzo? Ma di quale?

Partiamo da una domanda a cui saprebbero rispondere anche i pivelli della politica. Perché nato il Conte-bis? Risposta: per evitare che si andasse alle elezioni e che vincesse Salvini, se non con una completa autosufficienza, almeno con un’alleanza molto uniforme e sovranista come quella offerta dal partito di Giorgia Meloni (FDI).

Ma a questa domanda ne succede naturalmente un’altra: perché è nato un governo con un’alleanza tra due due forze politiche che fino a qualche giorno fa avevano entrambe detto e ridetto  che insieme mai nulla avrebbero fatto? E qui la risposta di cui sopra, cioè il non voler far vincere Salvini, tiene ma non soddisfa al 100%, se è vero come è vero (e pare che questo sia stato ciò che abbia ingannato e illuso il leader della Lega) Zingaretti avrebbe non poco gradito andare ad elezioni per almeno raggiungere due risultati: primo, confermare una ripresa elettorale chiaramente indicata dai sondaggi  soprattutto a spese del M5S; secondo, allineare il partito disegnando candidature secondo la sua linea e quindi sfoltendo il consistente plotone renziano. E allora perchè? Basta credere che ci sia stato un ultimamtum di Renzi che abbia minacciato di spaccare il partito? Può darsi che sia stato anche questo, ma non basta.

Prima della nascita del Conte-bis, si era ancora nei giorni convulsi della crisi, il direttore di Radio Capital, Massimo Giannini, nella trasmissione de La7 di Telese e Parenzo, parlò esplicitamente di un “ordine mondiale” in cui personaggi come Salvini non possono essere graditi, anzi si ritiene sia giusto lasciarli ai margini delle leve del potere che conta. Una conferma di questo scenario è dato dai parametri economici di queste ore: spread ai minimi e Borsa di Milano che vola. Accompagnato il tutto da endorsement per tutti i gusti: dalle cancellerie francesi e tedesche, dai palazzi di Bruxelles …fino agli USA di Trump. Mancano solo la Russia e i Paesi di Visegrad, fatto che pur vorrà dire qualcosa. Ma lasciamo perdere.

Ora, tutto questo tipo di “resistenza” non è ovviamente contro Salvini perché Salvini. Si tratta piuttosto di una “resistenza” che potrebbe muovere da due importanti fattori.

Il primo fattore è che Salvini è un leader di un Paese centrale e per certi versi pregiudiziale nel sistema liberalcapitalistico occidentale. Si sono mossi come si sono mossi contro Orban e l’Ungheria (che con tutto il rispetto non è l’Italia), figuriamoci se non l’avrebbero fatto contro Salvini, in quanto …italiano Salvini.

Il secondo fattore è che ormai si stanno consolidando “laboratori” per rendere sempre più inefficaci i voleri popolari. Se è vero, come è indubbiamente vero, che ciò che si è fatto in Italia con il Conte-bis è costituzionalmente legittimo, è pur vero che figura come non politicamente opportuno e rispettoso: il PD ancora una volta va al potere dopo aver perso le elezioni!

Ma l’Italia non è sola. Prendiamo il Regno Unito, dove Boris Johnoson per salvare la “democrazia” ha dovuto in un certo modo sospenderla… cosa che gliela stanno facendo pagare non poco. Per salvare la volontà popolare che ha voluto la brexit, il Primo Ministro britannico sta lottando contro tutti quei meccanismi parlamentari che vorrebbero ritardarla ad libitum, se non addirittura annullarla.

Insomma, lo scenario è tutt’altro che limpido… anzi molto torbido!

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