Una preghiera attenta, ma senza amore, può piacere meno a Dio di una preghiera distratta, quando ovviamente questa distrazione non è voluta, ma fortemente combattuta. Perché ciò è il segno che si sta amando veramente Dio.
E’ come quando scoppia una guerra. Il capofamiglia lascia moglie e figli per difendere la patria. Il capofamiglia, pur non essendo accanto ai familiari, sta facendo un atto che è la massima manifestazione di amore nei loro confronti.
Scrive dom Augustin Guillarand (1877-1945) nel suo La preghiera dinanzi a Dio: “(…) ciò che importa è l’attenzione del volere più che quella dello spirito. Vi sono delle preghiere distratte che rapiscono il cuore di Dio. Quando ci facciamo violenza per metterci e mantenerci dinanzi a Dio le disposizioni del corpo o dell’anima continuamente ci strappano, nostro malgrado, allo sguardo e al ricordo di questa presenza amata, quando questa impotenza tortura il nostro desiderio di Lui e noi accettiamo umilmente tale tortura, allora la distrazione diventa un mezzo d’unione eccezionalmente prezioso e forte. Poiché tutto, nei nostri rapporti con Dio, si misura con l’amore (…)”.
Dio è Verità, Bontà e Bellezza
Il Cammino dei Tre Sentieri

Questa riflessione mi conforta molto e ne ringrazio l’Autore con tutto il cuore. Io seguo tutte le mattine la S. Messa su TV2000 e il pomeriggio il S. Rosario da Lourdes ma, da povera peccatrice quale sono, spesso sono distratta da pensieri contingenti o da altri piccoli eventi quotidiani. Quando me ne accorgo me ne rammarico e chiedo perdono a Dio e alla Sua Santa Madre, ma ora mi sento confortata perché ho avuto la conferma che Loro mi hanno ascoltato ugualmente.