26 febbraio 1930 – Muore il Servo di Dio cardinale Rafael Merry del Val y Zulueta… recita spesso le sue stupende “litanie dell’umiltà”

Il Servo di Dio cardinale Rafael Merry del Val y Zulueta (1865-1930) fu Segretario di Stato al servizio di papa san Pio X. Fu quindi al fianco di San Pio X condividendo tutti gli “affanni” che percorsero quel provvidenziale pontificato.

Il cadinale Merry del Val compose delle litanie, chiamate “dell’umiltà”. Evidentemente il suo ruolo così prestigioso e oneroso, l’avrebbe potuto tentare nell’orgoglio; e così, nella sua santità, decise di pregare il Signore per evitare di cadere in qualsiasi peccato di vanità.

Il nostro consiglio è di recitare queste litanie almeno una volta alla settimana. Esse non potevano che nascere nella bellezza della Verità Cattolica, che sola indica l’umiltà come strada maestra.

O Gesù! mite ed umile di cuore! Esauditemi.

Dal desiderio di essere stimato – Liberatemi, Gesù.

Dal desiderio di essere amato – Liberatemi, Gesù,

Dal desiderio di essere decantato – Liberatemi, Gesù.

Dal desiderio di essere onorato – Liberatemi Gesù.

Dal desiderio di essere lodato – Liberatemi, Gesù.

Dal desiderio di essere preferito agli altri – Liberatemi, Gesù.

Dal desiderio di essere consultato – Liberatemi, Gesù,

Dal desiderio di essere approvato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere umiliato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere disprezzato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di soffrire ripulse – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere calunniato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere dimenticato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere preso in ridicolo – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere ingiuriato – Liberatemi, Gesù.

Dal timore di essere sospettato – Liberatemi Gesù.

Che gli altri siano amati più di me – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri siano stimati più di me – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri possano crescere nell’opinione del mondo e che io possa diminuire – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri possano essere impiegati ed io messo in disparte – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri possano essere lodati ed io, non curato – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri possano essere preferiti a me in ogni cosa – Gesù, datemi la grazia di desiderarlo!

Che gli altri possano essere più santi di me, purché io divenga santo in quanto posso – Gesù datemi la grazia di desiderarlo!

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1 Comment on "26 febbraio 1930 – Muore il Servo di Dio cardinale Rafael Merry del Val y Zulueta… recita spesso le sue stupende “litanie dell’umiltà”"

  1. Mi è capitato spesso di leggere e meditare queste litanie, le quali sono di notevolissimo impatto. Credo, però, che la loro recita sia da affrontare con una opportuna preparazione dottrinale e spirituale, altrimenti esse si prestano ad interpretazioni erronee destinate a spazzar via il cristiano dalla vita fatta di relazioni e occupazioni. Mi spiego. Non si può chiedere ad una persona che si appresti ad affrontare una prova di ammissione, di sperare di essere scartata a vantaggio di altri. Per quale motivo dovrebbe allora partecipare alla prova? Se il suo desiderio è quello di essere scartata a vantaggio di altri, se ne stia a casa. Lo stesso si può dire del timore di essere calunniato. Se mi calunniano ingiustamente, mi devo difendere perché non ne va solo della mia reputazione personale, ma anche del buon nome della mia famiglia (non posso accettare serenamente che sui miei cari gravi la vergogna di accuse infamanti, quando queste accuse sono false. Potrò dover accettare una certa situazione e offrire a Dio le sofferenze che ne derivano, ma avrò anche il dovere di affermare la verità). Ed ancora, chiunque lavori sa che spesso e volentieri il mondo del lavoro è una giungla dove vige il motto “mors tua vita mea”, dove ci sono persone disposte a gettare fango sui colleghi a proprio vantaggio. Ebbene, si può pretendere che un cristiano subisca ingiustizie e si faccia spazzare via? Se la risposta è sì, ossia se si afferma che un cristiano deve addirittura sperare di essere oggetto di angherie di ogni tipo, allora bisogna concludere che il cristiano perfetto è colui che non può vivere nel mondo. Una certa interpretazione dell’umiltà cristiana e del nascondimento, portano a concludere che il cristiano deve sparire di fronte al mondo, che il cristiano non può vivere una vita normale, che il cristiano deve sempre cedere alla volontà degli altri. In breve, una follia.
    Un cordiale saluto,
    Marco

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