Bisaccia n.58

Tra gli strumenti di un cammino vi è la bisaccia, una borsa con cui poter portare il piccolo necessario; non certo il pasto che i pellegrini chiedevano e chiedono agli ostelli, ma qualche semplice e piccolo boccone per sostenere il passo. Fuor di metafora, ne Il Cammino dei Tre Sentieri la “Bisaccia”  è un insegnamento della sapienza naturale con cui poter sostenere il passo dell’esistenza e confermare la scelta della bellezza della Verità Cattolica. 

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“E’ già amaro commettere delle sciocchezze, ma le sciocchezze inutili sono quanto di più amaro ci sia.”

Heinrich Boll (1917-1985) – Lontano dall’esercito

L’errore è di per sé un macigno che è difficile sopportare. Chi può dire di sentirsi bene rinvangando i propri errori? L’unica possibilità sta nel renderli “tesori” al fine di non commetterne altri.

Quando però c’è un futuro! Se il futuro non c’è, allora il fallimento è completo.

La “sciocchezza inutile”, cioè l’errore inutile, è quanto di più angustiante.

E’ la constatazione che, malgrado l’errore, non c’è possibilità di uscire dal perverso destino che inchioda alla menzogna.

Tutto questo accade quando il futuro non c’è. Quando non c’è alcuna possibilità di riscatto. Quando si è costretti nella dannazione eterna del fallimento.

E’ ciò che vive il dannato dell’inferno. I suoi errori, alla luce dell’eternità, non sono stati semplici errori, ma anche “errori inutili”. Non ne ha fatto tesoro per cambiare!

Dio è Verità, Bontà e bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

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