LA SOSTA – Che dire di Fidel Castro?

Molti si saranno chiesti perché Il Cammino dei Tre Sentieri non abbia detto nulla sulla morte di Fidel Castro.

Il motivo lo diciamo subito a scanso di equivoci.

Affermiamo che Fidel Castro è stato un pessimo politico perché mosso da una pessima ideologia. Molte delle cose che ha fatto lo testimoniano ampiamente. Da qui tranquillizziamo coloro che avessero dovuto interpretare il nostro silenzio come un non voler condannare ciò che va condannato.

Il motivo per cui non abbiamo selezionato nessun articolo sull’evento è molto semplice: ci è sembrato (utilizziamo il verbo “sembrare” perché, per quanto cerchiamo di fare un lavoro accurato, non possiamo certo visionare tutto ciò che si scrive)… dicevamo: ci è sembrato che in questi giorni non sia uscito un articolo che prospettasse una lettura interessante per lo scopo che si prefigge di realizzare Il Cammino dei Tre Sentieri, che, nel caso della politica, è quello di promuovere i principi perenni della Dottrina Sociale della Chiesa.

Gli articoli pubblicati ci sono sembrati (ripetiamo: sembrati) sì di giusta condanna del personaggio, ma ancora inficiati da idolatria di un certo concetto di “libertà” che nulla a che vedere con i princìpi perenni della Dottrina Sociale della Chiesa, e che invece molto hanno in comune con la concezione liberale dominante. Dire che Fidel Castro sia stato cattivo perché liberticida, utilizzando i parametri della libertà così come sono intesi dal mondo occidentale, ci sembra francamente ben poca cosa… e anche molto disorientante. Dire che Fidel Castro sia stato cattivo perché esponente di una linea latino-americana che si è opposta a quella filo USA, ci sembra ugualmente ben poca cosa …e anche questo molto disorientante.

E invece su altro che bisogna insistere e focalizzare il discorso.

Primo: La negatività di personaggi come Fidel Castro va inquadrata esclusivamente nella dimensione ideologica. E il marxismo (anche quello in “salsa cubana”) è pur sempre marxismo. Pertanto errore “intrinsecamente perverso” secondo la nota espressione di Pio XI. Intrinsecamente perverso perché dialettico e quindi antimetafisico.

Secondo: Denunciare la negatività di questi personaggi non può e non deve condurre a conclusioni da stolte logiche da derby calcistico, per cui se questi personaggi sono cattivi diventano automaticamente buoni coloro che da questi personaggi sono combattuti.

Terzo: Ed è quello a cui abbiamo fatto cenno prima. In nome di quale libertà si condanna un eventuale “liberticida”? Su questo -oggi come oggi- un cattolico è tenuto ad avere le idee non solo chiare, ma chiarissime. Se per libertà oppressa intendiamo la libertà nella Verità, siamo d’accordo, e un personaggio come Fidel Castro non solo può ma deve essere condannato; ma se per libertà intendiamo una libertà che si autogiudica (che è quella liberale), allora si rischia di condannare un personaggio come Fidel Castro anche perché ha reso la propaganda omosessualista fuorilegge a Cuba, e questo francamente non ci sembra un serio (e opportuno!) motivo di condanna.

Dunque questi sono i tre motivi che devono orientare e orientarci.

D’altronde si ricordi sempre che la posizione autenticamente cattolica non è né socialista liberale.

Dio è Verità, Bontà e Bellezza

Il Cammino dei Tre Sentieri

 


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